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Rondoni spezzato davanti alla nostra sede. I segni a volte ci sorprendono eppure sono l’emblema di cosa succede nella vita di tutti i giorni. Il pezzo del suo volantino davanti alla nostra sede con la sua faccia strappata mi riporta con la mente al film “iniziato” di Roberto Balzani. Di certo si tratta di un giallo, contemplando anche il colore delle magliette tanto orgogliosamente esibite dalle sue donne sul giornale di oggi.
Qualcuno verrà fatto fuori e questo qualcuno non sarà di certo a sinistra. Perché la sinistra è ormai un’istituzione (per dirla con un luogo comune) da queste parti e nessuno può mirare ad alternarla. Lo dimostra l’impeto e il modo sfacciato con cui Balzani, sapendo di non dover temere un vero contradditorio,usa slogan poco consoni, occupa tanti se non tutti gli spazi pubblicitari della città e del web e vanitosamente conferma 20 donne su 40 di candidati a consigliere nella sua lista. 20 su 40. Uno su due. Ovvero il 50 per cento. Ma il 50 per cento di cosa? Delle donne forlivesi? No. Solo delle donne di sinistra da sempre soggette al partito. Quelle che in tutti questi anni di supremazia sinistroide non sono riuscite ad andare a capo di un ente di potere, perennemente baluardo delle solite facce maschili. Quelle che hanno raggiunto proporzioni numeriche di cariche di potere sette volte meno di quello degli uomini. Quelle che hanno scelto comunque la strada più facile, perché si sono tesserate sul carro del vincitore e si sono accontentate di prendere ciò che le veniva dato loro dall’alto. Quelle che proprio a causa di questa politica, non hanno mai potuto alzare il naso e dire la loro… perché tanto la sinistra dava di più alle donne rispetto alla destra e riconosceva meglio le loro esigenze: questa era la loro scusa. Ma noi abbiamo bisogno di ben altro. Di donne senza paura di esporsi, di donne con le palle capaci di arrivare a perdere con dignità senza assoggettarsi a politiche altrui. Di donne stufe di questo farsi governare sempre dalle stesse persone o da chi ha servito lo stesso partito da sempre. Di chi non ha bisogno di indossare una t-shirt gialla per dimostrare di voler sognare un futuro diverso ma che riesce a farlo a priori, senza dover magari ricorrere con la fantasia ai film, agli attori e alle battute. Come ad esempio quella di Robin Williams ne “L’uomo dell’anno”. Forse Roberto, quando ha teorizzato la sua idea sugli uomini politici “decennali” pensava proprio alla battuta principale di Robin: “I politici sono come i pannolini, li devi cambiare spesso e per lo stesso motivo”. Io aggiungo però: è l’elettore a dover scegliere e cambiare, non il partito o il candidato sindaco.
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Last Updated ( Sunday, 19 April 2009 )
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